Il mio Vendée Globe
Inbar Meytsar In una notte di bonaccia, Inbar Meytsar, moglie del grande navigatore solitario Simone Bianchetti, perde l’amore, la ragione di vita e la fiducia nel futuro. Comincia così un viaggio faticoso, una battaglia disperata contro la tempesta più atroce. Quasi come il Vendée Globe: la regata più dura che esista, il giro del mondo in solitaria, senza tappe e senza possibilità di ricevere aiuti esterni. Simone diceva che ciascuno, a un certo punto della propria esistenza, si trova a dover affrontare il proprio personale Vendée Globe, e anche a Inbar, suo malgrado, è accaduto. In questo libro, spontaneo e toccante, l’autrice racconta un percorso interiore, che dal buio della disperazione l’ha riportata alla luce della speranza. L’esigenza di buttarsi a capofitto nell’affetto dei familiari e degli amici, di cercare, in modo esasperato, nuove emozioni, di sfuggire alla depressione, di partire alla conquista del mondo della vela per cercare la propria strada è descritta con sensibile intelligenza, sincerità, garbo e a tratti persino con allegria. Attraverso pagine che offrono spunti di riflessione e un raggio di speranza, il lettore giunge alla naturale soluzione della vicenda: il tempo passa, il dolore si trasforma in forza, e, dopo tante esperienze e conflitti interiori, Inbar trova l’equilibrio tra l’eterno affetto per un marito che non c’è più e la volontà di ritornare a essere la persona coraggiosa e felice che era stata al fianco di Simone. Oggi l’autrice è una donna serena che ha fatto pace con il destino e che continua a navigare, forte del coraggio e della fierezza imparate da un grande uomo di mare.
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Le acque riparate non fanno per lui: questi giorni di sosta e di riposo sono solo una breve parentesi, prima di riprendere il largo.
Ancora stanco per l’immensa fatica della Around Alone, la regata intorno al mondo in solitario che ha concluso con successo appena tre settimane fa, è già assorbito dalle nuove imprese in programma.
In dinette legge una presentazione che ho preparato nei giorni scorsi per aiutarlo a trovare nuovi sponsor, da affiancare a quello principale.
Dormo in cabina, ma più volte quella notte apro gli occhi e lo chiamo. È la sua assenza a svegliarmi: percepisco il vuoto nel letto al mio fianco, che ogni volta mi scuote dal dormiveglia, con una puntura di inquietudine.
Verso le 4 del mattino, Simone mi accontenta, raggiungendomi in cabina e sdraiandosi sul letto accanto a me. Si mette comodo, ancora vestito, sdraiato con le braccia incrociate dietro la testa e inizia a parlarmi: “Sono preoccupato per la barca e per lo sponsor...”. Pensa all’ultimo disalberamento, ai problemi che ci sono stati e a quelli che verranno.
Mai avrei potuto immaginare che quelle sarebbero state le ultime parole che mi avrebbe rivolto mio marito, l’ultima volta che avrei sentito la sua voce.
Appassionata di vela e istruttrice della Lega Navale Italiana, ha sposato Simone Bianchetti il 5 ottobre 2002. In collaborazione con Fabio Pozzo, ha scritto Ho sposato l’oceano (Longanesi), di cui questo libro rappresenta l’ideale conclusione. Collabora con il programma radiofonico RadioVela in onda su Radiorai e con la rivista ItaliaVela diretta da Cino Ricci.
