La Stella Polare nel Mare Artico
Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi – Comandante Umberto Cagni

Il Libro
Questo titolo della collana “Le pagine del mare” ripropone la lettura di una grande avventura italiana: la sfida per la conquista del Polo Nord condotta da Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi. Forgiato dalla dura disciplina in Marina e appassionato esploratore, il Duca sognava di regalare al suo paese la gloria di una impresa fallita da molti altri: preparò perciò la spedizione assieme con il Comandante Umberto Cagni, valente e determinato ufficiale della Marina, già suo coraggioso compagno in altre spedizioni. Basandosi sui risultati, anche drammatici, delle esperienze di esploratori che avevano tentato prima di lui, e soprattutto su quella guidata da Nansen, allestì la nave del navigatore norvegese ribattezzandola Stella Polare portando con sé diciannove uomini d’equipaggio, italiani e norvegesi, viveri per quattro anni, strumenti, cani e attrezzature. Il 25 aprile 1900 il Comandante Cagni, due guide e un marinaio, stremati della marcia sul pack e dal freddo, toccano la più alta latitudine mai raggiunta da un essere umano: 86° 31’ N. Oltre non si può procedere, l’obiettivo finale non è stato raggiunto, ma alla spedizione va comunque il merito di esservisi avvicinata tanto come mai nessuno prima aveva fatto. Il resoconto di questa straordinaria avventura è riferito, quasi ora per ora, nel diario del Duca e in quello del Comandante, documenti eccezionali che testimoniano forza di volontà e coraggio non comuni, uniti all’incredibile passione caratteristica dei grandi esploratori dell’ottocento.
Il brano
Agosto 1° - Il tempo finalmente si rischiara nel mattino; prima il vento soffia da tutti i quadranti; poi si stabilisce una brezza da levante. Dacché siamo nel canale, con i venti da levante e da ponente il tempo accenna sempre a rischiararsi, mentre una brezza da settentrione o da mezzogiorno porta sempre con sé la nebbia. Si deve attribuire ciò alle acque libere esistenti presso capo Flora e nel mare della Regina Vittoria? La nebbia si dirada, e scorgiamo le sponde del lago nel quale siamo rinchiusi. Dall’alto del barile s’intravedono verso maestro, al di là di una lingua di ghiaccio, altri laghetti, mentre intorno a noi i due campi di ghiaccio sembrano impenetrabili. Non v’è che da proseguire verso maestro e tentare di forzare con la prua il passo che chiude a settentrione il bacino d’acqua in cui ci troviamo. I due campi di ghiaccio, incontrandosi in questo punto, si sono sovrapposti formando una linea di pressione di circa un centinaio di metri. Indietreggiando alla distanza di due o tre scafi ed avanzando a tutta forza, la Stella Polare ad ogni urto rompe un 10 o 15 metri, rimanendo poi incastrata nei ghiacci rotti…
Gli autori
Il LibroQuesto titolo della collana “Le pagine del mare” ripropone la lettura di una grande avventura italiana: la sfida per la conquista del Polo Nord condotta da Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi. Forgiato dalla dura disciplina in Marina e appassionato esploratore, il Duca sognava di regalare al suo paese la gloria di una impresa fallita da molti altri: preparò perciò la spedizione assieme con il Comandante Umberto Cagni, valente e determinato ufficiale della Marina, già suo coraggioso compagno in altre spedizioni. Basandosi sui risultati, anche drammatici, delle esperienze di esploratori che avevano tentato prima di lui, e soprattutto su quella guidata da Nansen, allestì la nave del navigatore norvegese ribattezzandola Stella Polare portando con sé diciannove uomini d’equipaggio, italiani e norvegesi, viveri per quattro anni, strumenti, cani e attrezzature. Il 25 aprile 1900 il Comandante Cagni, due guide e un marinaio, stremati della marcia sul pack e dal freddo, toccano la più alta latitudine mai raggiunta da un essere umano: 86° 31’ N. Oltre non si può procedere, l’obiettivo finale non è stato raggiunto, ma alla spedizione va comunque il merito di esservisi avvicinata tanto come mai nessuno prima aveva fatto. Il resoconto di questa straordinaria avventura è riferito, quasi ora per ora, nel diario del Duca e in quello del Comandante, documenti eccezionali che testimoniano forza di volontà e coraggio non comuni, uniti all’incredibile passione caratteristica dei grandi esploratori dell’ottocento.
Agosto 1° - Il tempo finalmente si rischiara nel mattino; prima il vento soffia da tutti i quadranti; poi si stabilisce una brezza da levante. Dacché siamo nel canale, con i venti da levante e da ponente il tempo accenna sempre a rischiararsi, mentre una brezza da settentrione o da mezzogiorno porta sempre con sé la nebbia. Si deve attribuire ciò alle acque libere esistenti presso capo Flora e nel mare della Regina Vittoria? La nebbia si dirada, e scorgiamo le sponde del lago nel quale siamo rinchiusi. Dall’alto del barile s’intravedono verso maestro, al di là di una lingua di ghiaccio, altri laghetti, mentre intorno a noi i due campi di ghiaccio sembrano impenetrabili. Non v’è che da proseguire verso maestro e tentare di forzare con la prua il passo che chiude a settentrione il bacino d’acqua in cui ci troviamo. I due campi di ghiaccio, incontrandosi in questo punto, si sono sovrapposti formando una linea di pressione di circa un centinaio di metri. Indietreggiando alla distanza di due o tre scafi ed avanzando a tutta forza, la Stella Polare ad ogni urto rompe un 10 o 15 metri, rimanendo poi incastrata nei ghiacci rotti…
Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi (1873-1933), era il terzogenito di Amedeo d'Aosta, fratello del re d'Italia Umberto I. Godeva di vaste simpatie presso l'opinione pubblica italiana al punto da mettere in ombra perfino lo stesso sovrano. Una parte della sua fama era legata alle imprese sportive: poco più che ventenne aveva già scalato il Gran Paradiso, il Monte Bianco e il Cervino. Nel 1897 aveva conquistato il monte Sant'Elia in Alaska (metri 5522) e dopo l'impresa al Polo avrebbe scalato il Ruwenzori in Africa e il Bride Peak nel Karakorum, raggiungendo la massima altezza mai toccata fino a quel momento dall'uomo (7498 metri). Era inoltre un abile velista (tra l'altro fu presidente dello Yacht Club Italiano e presidente onorario dello Yacht Club Adriatico) e conquistò per l'Italia numerosi trofei internazionali. Nel 1902-06 comandò l'incrociatore Liguria in un prestigioso viaggio attorno al mondo di 52.000 miglia complessive. Durante la prima guerra mondiale ricoprì l'incarico di comandante in capo della flotta da battaglia. Allontanato nel febbraio 1917, si trasferì in Somalia dove fondò una colonia agricola in cui morì il 18 marzo 1933.
Umberto Cagni (1863-1932) era un ufficiale della Marina Militare che accompagnò Luigi Amedeo di Savoia oltre che durante l'impresa al Polo Nord anche nell'ascensione al monte Ruwenzori in Africa del 1906. In seguito percorse una brillante carriera in Marina: durante la guerra italo-turca del 1911 comandò le forze navali italiane a Tripoli, poi durante la prima guerra mondiale ebbe la responsabilità dell'Alto Adriatico e del settore di Brindisi. Nel 1919 fu fatto senatore e fino al 1922 comandò le forze navali in Mediterraneo. Dal 1923, ormai in pensione, fu nominato ministro di Stato


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