La sfida della conoscenza
Principe Alberto I di Monaco, Capitano Enrico A. d’Albertis

Il Libro
Una piccola antologia di racconti tratti dai libri di due navigatori che, tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, contribuirono in maniera determinante al progresso delle conoscenze oceanografiche. I brani che compongono la raccolta sono stati tratti da “La carriera di un navigatore” del Principe Alberto I di Monaco, nella traduzione di Matilde Serao del 1909, e da “La crociera del Corsaro alle Isole Madera e Canarie” del Capitano d’Albertis. Le loro testimonianze rappresentano un vivido esempio di amore per il mare, lo studio, la ricerca e pongono in relazione due voci che, ognuna con la sua sensibilità e il suo carattere, narrano analoghe esperienze e medesime passioni: il riflessivo Principe Alberto I, diviso tra il suo ruolo istituzionale e il suo animo da navigante, appassionato esploratore ed entusiasta ideatore del Museo Oceanografico di Monaco, e il Capitano d’Albertis, colto ufficiale della Marina Italiana, serio studioso, uomo sportivo e spiritoso, che sarà tra i fondatori dello Yacht Club Italiano. Attraverso il resoconto delle loro campagne si apre uno scenario affascinante sulla navigazione dell’epoca, la vita a bordo, i mezzi, le credenze e le superstizioni di un’era pionieristica per la ricerca e per chi navigava vivendo l’appassionante avventura della “Sfida della Conoscenza”.
Il brano
Durante l’estate del 1887, l’Hirondelle completava un viaggio scientifico alle Isole Azzorre con una crociera nelle regioni settentrionali del Nuovo Mondo. Per un bastimento di non più di 200 tonnellate, appena destinato alla navigazione di piacere, vi erano molte avventure da sfidare lungo la rotta, principalmente nelle regioni limitrofe alle correnti polari e agli approdi di Terranova. L’Arcipelago delle Azzorre, che la grande profondità delle acque circostanti mi aveva fatto scegliere come un centro di nuove ricerche, smezzava il mio viaggio press’a poco come lunghezza, ma non come pericoli. Un mese di ritardo sopraggiunto alla realizzazione del mio piano mi esponeva, d’altronde, a un rischio speciale e più spiacevole degli altri; io lasciavo le Azzorre quando la stagione dei cicloni stava per incominciare e dovevo navigare nei paraggi per solito visitati da questi implacabili corsari atmosferici. Fu una minaccia che restò sospesa sull’Hirondelle durante la maggior parte del suo viaggio, per finire in una lezione indimenticabile data agli uomini del suo equipaggio sulla fragilità della loro esistenza…
Gli autori
Alberto Honoré Charles Grimaldi, principe ereditario del principato di Monaco, nacque il 13 novembre 1848. Dopo un'infanzia senza storia, si imbarcò a 18 anni come tenente di vascello nella marina spagnola. Nel 1873 acquistò in Inghilterra una goletta che battezzò Hirondelle. Su questa nave, dopo averla opportunamente attrezzata, il principe condusse le sue prime campagne oceanografiche tra il 1885 e il 1888. Nel 1889 Alberto diventò il sovrano del principato mantenendo però la passione per le ricerche scientifiche: tra il 1884 e il 1922, anno della sua morte, realizzò ben 28 campagne oceanografiche, i cui reperti furono messi a disposizione degli scienziati e del pubblico in un'altra grande impresa, il Museo Oceanografico di Monaco (il primo al mondo), iniziato nel 1899 e inaugurato nel 1910.
Il LibroUna piccola antologia di racconti tratti dai libri di due navigatori che, tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, contribuirono in maniera determinante al progresso delle conoscenze oceanografiche. I brani che compongono la raccolta sono stati tratti da “La carriera di un navigatore” del Principe Alberto I di Monaco, nella traduzione di Matilde Serao del 1909, e da “La crociera del Corsaro alle Isole Madera e Canarie” del Capitano d’Albertis. Le loro testimonianze rappresentano un vivido esempio di amore per il mare, lo studio, la ricerca e pongono in relazione due voci che, ognuna con la sua sensibilità e il suo carattere, narrano analoghe esperienze e medesime passioni: il riflessivo Principe Alberto I, diviso tra il suo ruolo istituzionale e il suo animo da navigante, appassionato esploratore ed entusiasta ideatore del Museo Oceanografico di Monaco, e il Capitano d’Albertis, colto ufficiale della Marina Italiana, serio studioso, uomo sportivo e spiritoso, che sarà tra i fondatori dello Yacht Club Italiano. Attraverso il resoconto delle loro campagne si apre uno scenario affascinante sulla navigazione dell’epoca, la vita a bordo, i mezzi, le credenze e le superstizioni di un’era pionieristica per la ricerca e per chi navigava vivendo l’appassionante avventura della “Sfida della Conoscenza”.
Durante l’estate del 1887, l’Hirondelle completava un viaggio scientifico alle Isole Azzorre con una crociera nelle regioni settentrionali del Nuovo Mondo. Per un bastimento di non più di 200 tonnellate, appena destinato alla navigazione di piacere, vi erano molte avventure da sfidare lungo la rotta, principalmente nelle regioni limitrofe alle correnti polari e agli approdi di Terranova. L’Arcipelago delle Azzorre, che la grande profondità delle acque circostanti mi aveva fatto scegliere come un centro di nuove ricerche, smezzava il mio viaggio press’a poco come lunghezza, ma non come pericoli. Un mese di ritardo sopraggiunto alla realizzazione del mio piano mi esponeva, d’altronde, a un rischio speciale e più spiacevole degli altri; io lasciavo le Azzorre quando la stagione dei cicloni stava per incominciare e dovevo navigare nei paraggi per solito visitati da questi implacabili corsari atmosferici. Fu una minaccia che restò sospesa sull’Hirondelle durante la maggior parte del suo viaggio, per finire in una lezione indimenticabile data agli uomini del suo equipaggio sulla fragilità della loro esistenza…
Alberto Honoré Charles Grimaldi, principe ereditario del principato di Monaco, nacque il 13 novembre 1848. Dopo un'infanzia senza storia, si imbarcò a 18 anni come tenente di vascello nella marina spagnola. Nel 1873 acquistò in Inghilterra una goletta che battezzò Hirondelle. Su questa nave, dopo averla opportunamente attrezzata, il principe condusse le sue prime campagne oceanografiche tra il 1885 e il 1888. Nel 1889 Alberto diventò il sovrano del principato mantenendo però la passione per le ricerche scientifiche: tra il 1884 e il 1922, anno della sua morte, realizzò ben 28 campagne oceanografiche, i cui reperti furono messi a disposizione degli scienziati e del pubblico in un'altra grande impresa, il Museo Oceanografico di Monaco (il primo al mondo), iniziato nel 1899 e inaugurato nel 1910.
Enrico Alberto d'Albertis nacque il 23 marzo 1846 a Voltri, in provincia di Genova, Dopo essere entrato nella marina militare con il grado di guardiamarina, passò a quella mercantile. Dal 1876 si dedicò completamente per circa un ventennio alla navigazione da diporto prima col Violante, che viene considerato il primo vero yacht italiano, e poi col Corsaro. Nei suoi numerosi viaggi raccolse materiale nel campo della talassografia e in molti altri settori (botanica, zoologia, mineralogia). Tra il 1886 e il 1892 fece costruire su una collina di Genova un castello che, restaurato di recente, ospiterà i materiali raccolti dal capitano. Enrico d'Albertis compì anche tre viaggi attorno al mondo, toccando, tra i tanti paesi, Singapore, il Borneo, la Nuova Guinea, il Giappone, la Polinesia, l'Australia e il Brasile.
Morì a Genova il 3 marzo 1932.


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