Infonautica


Premere ALT+0 per passare alla home page. Premere ALT+1 per passare alla presentazione della società. Premere ALT+2 per passare ai contatti. Premere ALT+3 per passare al catalogo. Premere ALT+4 per passare a novità e anteprime. Premere ALT+5 per passare agli autori. Premere ALT+6 per passare a infonautica Premere ALT+7 per passare all'area press. Premere ALT+8 per passare agli aggiornamenti. Premere ALT+8 per passare a come ordinare.

Ned Myers: una vita a prora


James Fenimore Cooper

Libro2.gifNed_Myers_d.gifIl Libro
James Fenimore Cooper, oggi ricordato quasi esclusivamente per il romanzo L’ultimo dei Mohicani, era stato un abile ufficiale della Marina americana e il mai sopito amore per il mare, i viaggi e l’avventura lo spinse a scrivere diverse opere d’ambiente marinaro destinate ad essere un’imprescindibile fonte ispirativa per altri grandi autori.
Ned Myers una vita a prora, proposta per la prima volta nella traduzione in italiano dalla collana Le pagine del mare, è la storia vera di un marinaio che può essere annoverata a buon diritto tra questi suoi lavori anche se non si tratta di un romanzo.
A sedici anni Cooper si imbarca per la prima volta e sulla nave conosce Ned Myers, un membro dell’equipaggio suo coetaneo, che rivedrà solo dopo trent’anni. Durante quell’incontro il marinaio racconta la sua vita al celebre scrittore, fornendogli lo spunto per narrarla al pubblico nella convinzione che il lettore, seguendo le vicende di Ned, potesse divertirsi e trarre qualche insegnamento. La guerra che contrappose l’Inghilterra e l’America tra il 1812 e il 1814, l’arruolamento forzato, la dura vita di bordo, tempeste, naufragi, sregolatezza e nobili sentimenti, si fondono nelle parole del protagonista in un racconto ricco di colpi di scena. Sullo sfondo dei grandi eventi storici che hanno caratterizzato i primi decenni dell’Ottocento e la nascita degli Stati Uniti, emergono come i personaggi di un romanzo capitani crudeli, pirati, contrabbandieri d’oppio, indomiti ufficiali, semplici marinai e fanciulle in pericolo. Oggi, in un’ottica slegata dall’ottocentesco moralismo anglosassone, Cooper regala ai lettori l’avvincente biografia di un marinaio e la sincera testimonianza di un giovane che, imbarcatosi per seguire il suo amore per il mare e l’avventura, asseconda le passioni senza tempo che accomunano tutti i protagonisti delle Pagine del mare.



Virgolette.gifIl brano
[…] La Belle Savage oltrepassò le isole e si mise in rotta a vele spiegate con il vento favorevole a cinque o sei nodi. Tutto sembrava procedere nel migliore dei modi. Ci trovavamo a circa una giornata di viaggio dalle Bermuda, quando, pur non essendo di turno, terminata la mia colazione salii in coperta a dare un’occhiata in giro. Mi colse il sospetto che il pescaggio della nave fosse maggiore del solito. Ne parlai con il marinaio addetto alle rande di trinchetto ed egli mi disse di aver avuto la stessa impressione. Si sporse per controllare meglio e mi gridò che il fasciame aveva iniziato a schiodarsi!
Mi precipitai a guardare: il danno era grave. Non c’era alcun dubbio, il fasciame era sconnesso immediatamente al di sotto delle lande, ma talmente in basso che sarebbe stato quasi impossibile tentare un rimedio. La tavola di fasciame si era staccata di circa un pollice e la falla era lunga quasi due piedi da poppa a prua. Effettuammo immediatamente un controllo con le pompe e scoprimmo che il brigantino era ormai mezzo pieno d'acqua!
Non c’era tempo da perdere e tutti gli uomini furono chiamati a raccolta per calare in mare le due scialuppe. Mentre eravamo occupati in questa operazione, l'acqua raggiunse e sommerse il pavimento della cabina. Non sprecammo tempo prezioso a issare i paranchi, ma abbattemmo la battagliola e lanciammo in mare la barca con le nostre mani. Nella prima scialuppa imbarcammo i passeggeri, uomini, donne, bambini e servitori, il più rapidamente possibile, poi sarebbe toccato a noi.
Fortunatamente da qualche giorno vicino a noi navigava un brigantino che ora doveva trovarsi a meno di due leghe di distanza davanti alla Belle Savage. Issammo la bandiera capovolta, il segnale di nave in pericolo che chiede soccorso, nella consapevolezza che, se da quel vascello non avessero visto la nostra insegna, si sarebbero comunque accorti che la Belle Savage stava per inabissarsi. Tuttavia notarono sia il segnale sia che la nave non governava più poiché non c’era nessuno al timone. Il brigantino straniero, a quel punto, si mise in panna per poterci soccorrere ancora prima che noi calassimo in mare la seconda lancia. Ciò rese superfluo fare scorta di cibo e acqua e in breve fummo pronti a lasciare la Belle Savage.
Io mi imbarcai su un battellino con altri tre uomini, vogammo per un breve tratto e restammo a guardare la triste scena della nostra nave che colava a picco. Con lei affondò anche l'oro: il prezioso metallo che conduce tante anime all'eterna perdizione fu abbandonato nella fretta di salvare quel che ci restava da vivere su questa terra. Una vela dopo l'altra la Belle Savage andò lentamente a fondo. Il controvelaccio fu l'ultimo a inabissarsi e ci parve la vela di quarto del battello di una nave da guerra. È uno spettacolo solenne vedere un veliero inghiottito nel grande vortice dell'oceano.
Il brigantino che venne in nostro soccorso era di New York: si chiamava Mary, proveniva dall'isola di St. Thomas ed era diretto a casa. Ci ricevettero con ogni gentilezza e sei giorni dopo approdammo non molto distanti da Fulton Market. Quando toccai terra, mi resi conto che tutti i miei averi erano sotto il mio cappello e che le mie tasche erano vuote come una stiva pronta per ricevere il carico. […]



autore3.gifL'Autore
James Fenimore Cooper (1789-1851) nacque a Burlington, New Jersey, da una facoltosa famiglia quacchera di proprietari terrieri. Crebbe a Cooperstown, il villaggio fondato da suo padre sul lago Otsego nello stato di New York. Studiò a Yale, ma fu espulso per motivi disciplinari e quindi scelse di arruolarsi in marina. Si imbarcò per la prima volta nel 1806 sulla Sterling dove conobbe Ned Myers e si congedò nel 1811 per sposare una ragazza altolocata, Susan Augusta De Lancey. Nel 1820, per scommessa con la moglie, iniziò a scrivere il suo primo romanzo Precauzione e dopo il successo ottenuto con le due opere sucessive, La spia e I pionieri, si trasferì a New York per dedicarsi alla carriera di scrittore. Compì lunghi viaggi in Europa dove conobbe illustri personaggi dell’epoca, tra cui La Fayette e gli scrittori Washington Irving e Sir Walter Scott, uno dei suoi principali ispiratori. Cooper scrisse molti saggi e più di trenta romanzi indagando con passione la realtà del suo paese, ma si impose soprattutto grazie alla narrativa: gli intrecci avventurosi, l’abilità nel tratteggiare il carattere dei personaggi e l’amore per la natura ne fecero uno degli autori più celebri del diciannovesimo secolo. Con il ciclo di cinque romanzi, tra cui L’ultimo dei Mohicani, dedicato alle vicende del pioniere Natty Bumppo detto “Calza di Cuoio”, Cooper diede vita all’archetipo dell’eroe americano che lo consacrò come l’iniziatore della letteratura statunitense e il creatore del mito della frontiera. Con le opere dedicate alle avventure di mare fu l’anticipatore di quel genere di narrativa che avrà in Melville, Stevenson e Conrad i suoi più insigni epigoni
.

Logo_Sfida.gifpage.gifNedMyers.pdf Scarica alcune pagine

(C) 2007 - Effemme Edizioni