Il brano È impossibile affermare con esattezza quando Mercatore concepì l’idea di una mappa che fosse utile sia ai marinai che agli studiosi. Ventitré anni prima, in una lettera ad Antoine de Granvelle, aveva evidenziato i punti deboli delle carte nautiche: “Quando le rotte delle navi vengono calcolate in modo corretto, le latitudini sulla carta risultano spesso maggiori di quelle reali, o talvolta minori. Quando le latitudini rappresentate sulla carta sono corrette, allora risultano inesatte le distanze.” Nella lettera, Mercatore si concentrava sulla questione della deviazione magnetica, che aveva creato tanti problemi a Colombo, piuttosto che sul problema prettamente matematico della proiezione. In ogni caso, la sua mente era occupata da faccende più urgenti: nel 1546 stava ancora ricostruendo la sua attività e la sua vita dopo il trauma del forte di Rupelmonde. Ciò nonostante, nella medesima epistola, aveva abbozzato il suo progetto per il futuro: “C’è molto altro da dire sulla rettifica dei viaggi e delle carte nautiche […] Se mai riuscirò a liberarmi dagli impegni più onerosi, ho deciso di approfondire e risolvere il problema in maniera appropriata.”
Per tutta la vita, con la sua consueta smania di precisione, Mercatore aveva accumulato mappe e resoconti dalle spedizioni che negli ultimi ottant’anni avevano esteso i confini del mondo conosciuto. Era in contatto con altri cartografi e geografi in tutta Europa e oltre – teneva regolare corrispondenza, ad esempio, con un monaco erudito portoghese di nome Filippo Sassetus che viveva a Goa, sulla costa indiana – e John Dee era solo uno dei numerosi intellettuali stranieri che erano venuti a conoscerlo, tanto desiderosi di incontrare il grande uomo, quanto lo era lui di spremer loro informazioni.
L'Autore
Andrew Taylor, scrittore e giornalista inglese, è autore di God’s fugitive, biografia dell’esploratore britannico C. M. Doughty e di Travelling the sands, storia delle esplorazioni in Arabia.