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La folle regata

Peter Nichols

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coppa-america-web-medium Il Libro
Cosa spinge un pugno di uomini, non particolarmente esperti di navigazione, ad affrontare un'impresa superiore alle loro forze? L'eterna voglia dell'uomo di misurarsi con l'impossibile, il sogno di scrivere il proprio nome nel libro della storia o un semplice istinto insano per tutto ciò che mette a repentaglio la propria esistenza? Per scoprirlo non resta che leggere La folle regata di Peter Nichols, in uscita a settembre da Effemme Edizioni.
Nel 1968 il Sunday Times indisse la Golden Globe, una delle regate più audaci mai concepite. I partecipanti avrebbero dovuto salpare da un qualsiasi porto inglese e circumnavigare il mondo a vela, in solitario e senza scalo, doppiando i tre capi: Buona Speranza, Leeuwin e Horn. Quell'anno, nove uomini - sei inglesi, due francesi e un italiano - salparono per un'avventura destinata a cambiare per sempre il concetto di regata. Non erano professionisti o marinai particolarmente esperti, uno di essi non aveva mai navigato in vita sua. Erano più simili a Cook o a Magellano che ai navigatori odierni, e affrontarono la sfida senza l'ausilio di sofisticate tecnologie e sistemi di posizionamento satellitari. Dieci mesi dopo, Bernard Moitessier, che era in testa alla gara, stupì il mondo intero annunciando il suo ritiro: rinunciò alle 5.000 sterline in palio, agli onori e ai compromessi, e compì un altro mezzo giro del mondo, entrando per sempre nella leggenda. L'unico a raggiungere il traguardo e a conquistare il premio e la gloria, fu Robin Knox-Johnston. Agli altri sette concorrenti l'antesignana dell'attuale Vendée Globe destinò la sconfitta e addirittura la follia e la morte: a determinare l'esito della regata, non furono solo il mare o le condizioni meteorologiche, ma soprattutto la loro personalità. Nel suo racconto ricco di tensione, Peter Nichols riporta le vicende di nove uomini profondamente diversi gli uni dagli altri, alle prese con i loro sogni e i loro incubi: fatica, spaventose tempeste, terribili istanti in cui prendere una decisione significa scegliere se vivere o morire, il dramma e l'esaltazione di trovarsi isolati dal mondo in balia degli elementi, contando solo sulle proprie forze e la propria abilità.

 



Virgolette.gifIl brano
A questo punto i sette concorrenti della Golden Globe procedevano negli oceani di mezzo mondo. Il «Chichester italiano», Alex Carozzo, era «partito» ufficialmente il 31 ottobre, come Donald Crowhurst, pur essendo, se possibile, ancor meno pronto dell'inglese. Forse, però, era più determinato a partecipare. Quindi salpò ugualmente, per attraccare poco dopo presso il cantiere per imbarcazioni da diporto di Cowes, sull'Isola di Wight, dove il suo yacht, il Gancia Americano, era stato costruito. L'imbarcazione, tecnicamente «in viaggio», sarebbe rimasta in realtà tranquillamente ormeggiata, fino a quando Carozzo non si fosse deciso a partire. Questo monoscafo in legno di 20 metri modellato a freddo, robusto e leggero, per il quale era ormai impossibile raggiungere i navigatori in testa alla regata, sembrava però, avere buone possibilità di vincere il premio di 5000 sterline per la circumnavigazione più rapida. Certamente il fatto che Carozzo fosse sceso in lizza avrebbe dovuto preoccupare Crowhurst.
Mentre quest'ultimo procedeva bordeggiando verso sud e verso ovest nel tentativo di uscire dalla Manica, Nigel Tetley si trovava 5000 miglia più a meridione, in mezzo all'Atlantico, e si stava avvicinando all'isola brasiliana di Trindade, i cui abitanti avevano assistito attoniti alla comparsa di Moitessier quasi un mese prima. La bava di vento che aveva spirato per tutta la giornata, al tramonto si era tramutata in calma piatta, per cui Tetley era in panna. Da una settimana la radio dava problemi e, non essendo riuscito a trasmettere la sua posizione, egli era preoccupato che Eve potesse stare in ansia. Quella sera, con il Victress in bonaccia, Tetley tentò nuovamente di sintonizzarsi su Cape Town Radio, senza riuscirvi. «Cercare di comunicare e non ottenere alcuna risposta è un'esperienza inquietante - scrisse sul giornale di bordo - è come essere morto».
 



autore3.gifL'Autore
Peter Nichols, appassionato velista, è docente universitario di scrittura creativa, sceneggiatore cinematografico e autore di alcuni libri dedicati alle sue esperienze di navigante, alla storia della vela e ai suoi protagonisti. 
 
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