Coppa America
Massimo Caimmi Il LibroLa regata più celebre del mondo, le barche più innovative, gli equipaggi più esperti, gli Yacht Club più blasonati. Attraverso la storia della competizione di vela più conosciuta, Massimo Caimmi ripercorre l’entusiasmante avventura della navigazione da diporto. Dalle prime imbarcazioni progettate dagli olandesi, ai lussuosi yacht inglesi costruiti per i nobili che scoprono il piacere di navigare solo per divertimento, prende il via una nuova filosofia marinaresca: la scienza della navigazione si fa arte e avventura per appassionati che trasformano l’aspetto più poetico e ricreativo del mare in una cultura destinata a fare proseliti ovunque. Una storia affascinante iniziata nel Seicento con le prime regate degli aristocratici e approdata sino a quelle della Coppa America di cui quest’anno a Valencia si disputerà la 32ma edizione. Nel suo libro ricco di aneddoti, Caimmi incontra gli sfidanti italiani (intervistando Luca Devoti, coordinatore tecnico-sportivo di +39 Challenge e Paolo Bassani prodiere di Luna Rossa) impegnati contro i team più agguerriti e preparati del mondo, e narra strategie, barche, astuzie e capricci degli uomini che hanno fatto della Coppa America un mito per tutti gli amanti della vela. |
Dall’intervista a Paolo Bassani prodiere di Luna Rossa: "Comunque noi eravamo alla prima esperienza. Tutti i velisti a bordo, a parte un paio, erano alla prima esperienza di Coppa America e avevamo anche tanta gente che non aveva mai fatto regate ad alto livello. Poi siamo arrivati alla sfida finale parecchio stanchi, avendo fatto tutti molte regate perché in un equipaggio piccolo, circa un equipaggio e mezzo, il ricambio non è sufficiente per riposare. Io, per esempio, avevo fatto 54 regate prima delle regate finali. Al termine della sfida ero 4 chili e mezzo sotto peso. Non ti rendi conto, ma arrivi lì che sei un po’ svuotato. Invece, nell’ultima Coppa, abbiamo sbagliato proprio il metodo di lavoro, nel senso che abbiamo fatto tantissimi esperimenti, tante prove che probabilmente non hanno portato a risultati utili, e alla fine non sia-mo arrivati ad avere barca e componenti giuste per vincere".
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"La prima Coppa per me è stata un successo, perché – ripeto – ci sono fior di velisti che non sono mai arrivati oltre alla semifinale di Coppa America. Quindi, per tutti noi è stato comunque un successo, anche se può rimanere la delusione che forse ci siamo giocati quell’unica opportunità, che capita una sola volta nella vita. Spero proprio che si ripresenti la seconda opzione. Va ribadito, tuttavia, che il livello dei challenger della scorsa Coppa era molto elevato e le barche molto, ma molto, vicine nelle prestazioni, mentre ricordo che nel primo round robin del 2000 ad alcune barche noi davamo anche 12 minuti: all’inizio sembrava che la nostra barca rispetto agli altri challenger fosse un siluro".
Massimo Caimmi, nato a Civitavecchia nel 1942, vive e lavora a Milano. Esperto velista, naviga in Mediterraneo e in Atlantico, ha partecipato a regate nazionali tra cui la Giraglia e la Millennium Odyssey 2000 dalle Canarie ai Caraibi, tiene corsi per la patente nautica e si dedica all’attività di scrittore. Ha pubblicato una raccolta di poesie, un romanzo, una serie di racconti, un manuale per il carteggio e collabora con diverse testate di settore.

